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IMMOBILE CONDOTTO IL LOCAZIONE: E’ LEGITTIMA LA DEDUCIBILITA’ DEL COSTO E DETRAIBILITA’ DELL’IVA SULLE SPESE PER LE MIGLIORIE ESEGUITE

Con la sentenza n. 239/03/2014, la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia ha accolto i ricorsi proposti da una società reggiana, difesa dall’Avv. Federica Malvezzi, che si era vista notificare alcuni avvisi di accertamento per aver detratto l’IVA nonché dedotto i costi sostenuti per l’esecuzione di migliorie nella sede della società, di proprietà di terzi, che conduceva, in forza di contratto di locazione.
Sosteneva, a tal fine, l’Agenzia delle Entrate la relativa indeducibilità dei costi e indetraibilità dell’IVA, in quanto il contratto di locazione prevedeva che nessuna indennità sarebbe spettata al conduttore per eventuali migliorie apportate all’immobile locato, relativamente alle quali, comunque, il locatore non prestava il consenso.
Con la sentenza in oggetto, il Giudice Tributario, annullando gli avvisi di accertamento, ha stabilito che la norma fiscale consente l’ammortamento in più esercizi dei costi sostenuti per migliorie su beni di terzi, indipendente dai rapporti contrattuali tra le parti. Ne consegue la piena deducibilità ai fini fiscali dei costi sostenuti e la detraibilità dell’imposta sul valore aggiunto pagata.

CONTRIBUTO UNIFICATO: "nessun pagamento se la domanda riconvenzionale non determina l'aumento di valore della causa"
(Comm. Tribut. Prov. Reggio Emilia, Sez. 4, sent. n. 195 del 10.06.2008)

."..omissis...L'art. 14, comma 3, DPR 115/2002 dispone che la parte che modifica la domanda o propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in causa o svolge intervento autonomo, cui consegue l'aumento di valore della causa, è tenuta a farne espressa dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento integrativo. E' solo nei confronti della parte che deposita l'atto introduttivo o che prima si costituisce in giudizio, che sussiste l'obbligo di dichiarare il valore della controversia e di assolvere il versamento del contributo unificato, nella fattispecie assolto interamente. La lettura della norma nella sua interezza non dà adito a dubbi interpretativi, stante il chiaro contenuto dell'articolo relativo all'obbligo di pagamento. La società (rappresentata dall'avv. Malvezzi) ha dato prova che, quale convenuta in giudizio, chiese in via riconvenzionale, la condanna dell'attore al pagamento della somma di € 150.000,00 risultante inferiore alla domanda attorea, in ciò omettendo legittimamente di effettuare l'integrazione del contributo unificato, che al contrario fu ritenuto dovuto dall'Ufficio del Tribunale, determinando l'esecutività del ruolo ordinario...P.Q.M...La Commissione accoglie il ricorso e condanna il Ministero della Giustizia, al pagamento delle spese di giudizio che liquida in € 200,00 oltre contributo CPA e IVA".)

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